Il sacro manto di San Giuseppe

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La storia-leggenda del sacro manto di San Giuseppe è stata raccontata oralmente per molti anni nella Chiesa, dunque si narra delle difficoltà economiche di San Giuseppe, che doveva ritirare un carico di legname, necessario per il suo lavoro di falegname, presso un usuraio. Pensò, consultandosi con Maria, sua sposa, di lasciare in pegno all’usuraio il suo manto nuziale, regalatogli da Maria stessa. L’usuraio accettò il pegno e notò il manifestarsi di eventi straordinari, sua moglie, donna molto litigiosa, in quei giorni si comportò come un angelo. L’usuraio soffriva di ulcere agli occhi da molti anni, esse guarirono da sole, improvvisamente. La sua mucca, che si contorceva dal dolore, dopo essere stata coperta con il manto, riprese a brucare l’erba in salute. La casa di suo padre aveva preso fuoco, gettando un pezzetto del manto nell’incendio, esso si spense subito, senza acqua. Allora l’usuraio tornò da San Giuseppe, offrendogli legna in abbondanza, miele e olio per Maria, due agnelli e due colombi per il piccolo Gesù, raccontandogli dei prodigi e pregandolo affinché gli lasciasse il manto. San Giuseppe glielo lasciò per tutto il tempo che volle.

La reliquia del sacro manto di San Giuseppe fu trasportata da San Girolamo (347-420) a Roma, dove venne conservata presso la Basilica di Sant’Anastasia al Palatino. Non fu oggetto di esposizione fino alle festività natalizie 2019, in cui don Dario Criscuoli si adoperò per l’esposizione al pubblico. E’ stato esposto ai fedeli  fino all’Epifania.

L’origine della devozione al sacro manto di San Giuseppe fu nell’agosto 1882, data in cui l’Arcivescovo di Lanciano Mons. F.M. Petrarca ne approvò le preghiere che vi trascrivo qui sotto, invitando i fedeli a recitarle spesso. Bisogna recitarle una volta al giorno per 30 giorni, il mese favorito è quello di marzo, tradizionalmente dedicato a San Giuseppe, la cui festa è il 19 marzo. Io personalmente inizierò oggi! Ho motivi per ringraziare questo Santo.

Da tradizione la sua intercessione è potentissima, lui, come padre putativo di Gesù, potè dargli ordini da fanciullo, Gesù, nel cielo lo ascolta ancora 🙂

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

Gesù, Giuseppe e Maria, vi dono il cuore e l’anima mia.

3 Gloria alla SS. Trinità.
(ringraziandola di avere esaltato S. Giuseppe ad una dignità del tutto eccezionale.)

OFFERTA:

1. Eccomi, o gran Patriarca, prostrato devotamente innanzi a te. Ti presento questo Manto prezioso e ti offro il proposito della mia devozione fedele e sincera. Tutto quello che potrò fare in tuo onore, durante la mia vita, io intendo eseguirlo, per mostrarti l’amore che ti porto. Aiutami, San Giuseppe! Assistimi ora e in tutta la mia vita, ma soprattutto assistimi nell’ora della mia morte, come tu fosti assistito da Gesù e da Maria, perché ti possa un giorno onorare nella patria celeste per tutta l’eternità. Amen.

2. O glorioso Patriarca S. Giuseppe, prostrato innanzi a te, ti presento con devozione i miei omaggi e incomincio a offrirti questa preziosa raccolta di preghiere, a ricordo delle innumerevoli virtù che adornano la tua santa persona. In te ebbe compimento il sogno misterioso dell’antico Giuseppe, il quale fu una tua anticipata figura: non solamente, infatti, ti circondò con i suoi fulgidissimi raggi il Sole divino, ma ti rischiarò pure della sua dolce luce la mistica Luna, Maria. Deh!, glorioso Patriarca, se l’esempio di Giacobbe, che andò di persona a rallegrarsi con il figlio suo prediletto, esaltato sopra il trono dell’Egitto, servì a trascinarvi anche i figli suoi, non varrà l’esempio di Gesù e di Maria, che ti onorarono di tutta la loro stima e di tutta la loro fiducia, a trarre me pure, per intessere in tuo onore questo manto prezioso? Deh!, o gran Santo, fa’ che il Signore rivolga sopra di me uno sguardo di benevolenza. E come l’antico Giuseppe non scacciò i colpevoli fratelli, anzi li accolse pieno di amore, li protesse e li salvò dalla fame e dalla morte, così tu, o glorioso Patriarca, mediante la tua intercessione, fa’ che il Signore non voglia mai abbandonarmi in questa valle di esilio. Ottienimi inoltre la grazia di conservarmi sempre nel numero dei tuoi servi devoti, che vivono sereni sotto il manto del tuo patrocinio. Questo patrocinio io desidero averlo per ogni giorno della mia vita e nel momento dell’ultimo mio respiro. Amen.

ORAZIONI:

1. Salve, o glorioso S. Giuseppe, depositario dei tesori incomparabili dei Cielo e padre putativo di Colui che sostiene tutte le creature. Dopo Maria SS., tu sei il Santo più degno dei nostro amore e meritevole della nostra venerazione. Fra tutti i Santi, tu solo avesti l’onore di allevare, nutrire e abbracciare il Messia, che tanti Profeti e Re avevano desiderato di vedere. S. Giuseppe, salva l’anima mia e ottienimi dalla misericordia divina la grazia che umilmente imploro. E per le Anime benedette del Purgatorio ottieni un grande sollievo nelle loro pene.

3 Gloria al Padre.

2. O potente S. Giuseppe, tu fosti dichiarato patrono universale della Chiesa, e io t’invoco fra tutti i Santi, quale fortissimo protettore dei miseri e benedico mille volte il tuo cuore, pronto sempre a soccorrere ogni sorta di bisogni. A te, o caro S. Giuseppe, fanno ricorso la vedova, l’orfano, l’abbandonato, l’afflitto, ogni sorta di sventurati; non c’è dolore, angustia o disgrazia che tu non abbia pietosamente soccorso. Degnati, quindi, di usare a mio favore i mezzi che Dio ha messo nelle tue mani, affinché io possa conseguire la grazia che ti domando. E voi, anime sante del Purgatorio, supplicate S. Giuseppe per me.

3 Gloria al Padre.

3. A tante migliaia di persone che ti hanno pregato prima di me hai donato conforto e pace, grazie e favori. L’animo mio, mesto e addolorato, non trova riposo in mezzo alle angustie dalle quali è oppresso. Tu, o caro Santo, conosci tutti i miei bisogni, prima ancora che li esponga con la preghiera. Tu sai quanto mi è necessaria la grazia che ti domando. Mi prostro al tuo cospetto e sospiro, o caro S. Giuseppe, sotto il grave peso che mi opprime. Nessun cuore umano mi è aperto, al quale possa confidare le mie pene; e, se pur dovessi trovare compassione presso qualche anima caritatevole, essa tuttavia non mi potrebbe aiutare. A te pertanto ricorro e spero che non mi vorrai respingere, poiché S. Teresa ha detto e ha lasciato scritto nelle sue memorie: “Qualunque grazia si domanda a S. Giuseppe verrà certamente concessa”. Oh! S. Giuseppe, consolatore degli afflitti, abbi pietà dei mio dolore e pietà delle anime sante del Purgatorio che tanto sperano dalle nostre orazioni.

3 Gloria al Padre.

4. O eccelso Santo, per la tua perfettissima obbedienza a Dio, abbi pietà di me.

 Per la tua santa vita piena di meriti, esaudiscimi.
Per il tuo carissimo Nome, aiutami.
Per il tuo clementissimo cuore, soccorrimi.
Per le tue sante lacrime, confortami.
Per i tuoi sette dolori, abbi compassione di me.
Per le tue sette allegrezze, consola il mio cuore.
Da ogni male dell’anima e dei corpo liberami.
Da ogni pericolo e disgrazia scampami.
Soccorrimi con la tua santa protezione e impetrami, nella tua misericordia e potenza, quello che mi è necessario e soprattutto la grazia di cui ho particolare bisogno. 

Alle anime care del Purgatorio ottieni la pronta liberazione dalle loro pene.

3 Gloria al Padre.

5. O glorioso S. Giuseppe innumerevoli sono le grazie e i favori che tu ottieni per i poveri afflitti. Ammalati d’ ogni genere, oppressi, calunniati, traditi, privati d’ogni umano conforto, miseri bisognosi di pane o di appoggio, implorano la tua regale protezione e vengono esauditi nelle loro domande. Deh! non permettere, o S. Giuseppe carissimo, che io abbia ad essere la sola, fra tante persone beneficate, che resti priva della grazia che ti ho domandato. Mostrati anche verso di me potente e generoso e io ti, ringrazierò benedicendoti in eterno, glorioso Patriarca San Giuseppe, mio grande protettore e particolare liberatore delle anime sante del Purgatorio.

3 Gloria al Padre.

6. O eterno divin Padre, per i meriti di Gesù e di Maria, degnati accordarmi la grazia che imploro. A nome di Gesù e di Maria, mi prostro riverente alla tua divina presenza e ti prego devotamente perché voglia accettare la mia ferma decisione di perseverare nella schiera di coloro che vivono sotto il patrocinio di S. Giuseppe. Benedici quindi il prezioso manto, che io oggi dedico a lui quale pegno della mia devozione.

3 Gloria al Padre.

PIE SUPPLICHE
in ricordo della vita nascosta di. S. Giuseppe con Gesù e Maria

S. Giuseppe, prega Gesù che venga nell’anima mia e la santifichi.
S. Giuseppe, prega Gesù che venga nel mio cuore e lo infiammi di carità.
S. Giuseppe, prega Gesù che venga nella mia intelligenza e la illumini.
S. Giuseppe, prega Gesù che venga nella mia volontà e la fortifichi.
S. Giuseppe, prega Gesù che venga nei miei pensieri e li purifichi.
S. Giuseppe, prega Gesù che venga nei miei affetti e li regoli.
S. Giuseppe, prega Gesù che venga nei miei desideri e li diriga.
S. Giuseppe, prega Gesù che venga nelle mie operazioni e le benedica.
S. Giuseppe, ottienimi da Gesù il suo santo amore.
S. Giuseppe, ottienimi da Gesù l’imitazione delle sue virtù.
S. Giuseppe, ottienimi da Gesù la vera umiltà di spirito.
S. Giuseppe, ottienimi da Gesù la mitezza di cuore.
S. Giuseppe, ottienimi da Gesù la pace dell’anima.
S. Giuseppe, ottienimi da Gesù il santo timore di Dio.
S. Giuseppe, ottienimi da Gesù il desiderio della perfezione.
S. Giuseppe, ottienimi da Gesù la dolcezza di carattere.
S. Giuseppe, ottienimi da Gesù un cuore puro e caritatevole.
S. Giuseppe, ottienimi da Gesù la grazia di sopportare con pazienza le sofferenze della vita.
S. Giuseppe, ottienimi da Gesù la sapienza delle verità eterne.
S. Giuseppe, ottienimi da Gesù la perseveranza nell’operare il bene.
S. Giuseppe, ottienimi da Gesù la fortezza nel sopportare le croci.
S. Giuseppe, ottienimi da Gesù il distacco dai beni di questa terra.
S. Giuseppe, ottienimi da Gesù di camminare per la via stretta del cielo.
S. Giuseppe, ottienimi da Gesù di essere libero da ogni occasione di peccato
S. Giuseppe, ottienimi da Gesù un santo desiderio del Paradiso.
S. Giuseppe, ottienimi da Gesù la perseveranza finale
S. Giuseppe, non mi allontanare da te.
S. Giuseppe, fa’ che il mio cuore non cessi mai di amarti e la mia lingua di lodarti
S. Giuseppe, per l’amore che portasti a Gesù aiutami ad amarlo.
S. Giuseppe, degnati di accogliermi come tuo devoto.
S. Giuseppe, io mi dono a te: accettami e soccorrimi.
S. Giuseppe, non mi abbandonare nell’ora della morte.
Gesù, Giuseppe e Maria vi dono il cuore e l’anima mia. 

3 Gloria al Padre 

INVOCAZIONI A SAN GIUSEPPE 

I. Ricordati, o purissimo sposo di Maria, o caro mio protettore S. Giuseppe, che mai si udì aver alcuno invocato la tua protezione e chiesto il tuo aiuto senza essere stato consolato. Con questa fiducia io mi rivolgo a te e a te fervorosamente mi raccomando. O S. Giuseppe, ascolta la mia preghiera, accoglila pietosamente ed esaudiscila. Amen.

II. Glorioso S. Giuseppe, sposo di Maria e padre verginale di Gesù, pensa a me, veglia su di me. Insegnami a lavorare per la mia santificazione e prendi sotto la tua pietosa cura i bisogni urgenti che oggi affido alle tue sollecitudini paterne. Allontana gli ostacoli e le difficoltà e fa’ che il felice esito di quanto ti chiedo sia per la maggior gloria del Signore e per il bene dell’anima mia. E in segno della mia più viva riconoscenza, ti prometto di far conoscere le tue glorie, mentre con tutto l’affetto benedico il Signore che ti volle tanto potente in cielo e sulla terra.

LITANIE A SAN GIUSEPPE

Signore, pietà Signore, pietà
Cristo, pietà Cristo pietà
Signore, pietà Signore pietà
Cristo, ascoltaci Cristo ascoltaci
Cristo, esaudiscici Cristo esaudiscici
Padre celeste, Dio abbi pietà di noi
Figlio redentore del mondo,Dio abbi pietà di noi
Spirito Santo, Dio abbi pietà di noi
Santa Trinità, unico Dio abbi pietà di noi

Santa Maria prega per noi
S. Giuseppe prega per noi
Inclita prole di Davide prega per noi
Luce dei Patriarchi prega per noi
Sposo della Madre di Dio prega per noi
Custode purissimo della Vergine prega per noi
Tu che nutristi il Figlio di Dio prega per noi
Solerte difensore di Cristo prega per noi
Capo dell’Alma Famiglia prega per noi
O Giuseppe giustissimo prega per noi
O Giuseppe castissimo prega per noi
O Giuseppe prudentissimo prega per noi
O Giuseppe obbedientissimo prega per noi
O Giuseppe fedelissimo prega per noi
Specchio di pazienza prega per noi
Amante della povertà prega per noi
Esempio agli operai prega per noi
Decoro della vita domestica prega per noi
Custode dei vergini prega per noi
Sostegno delle famiglie prega per noi
Conforto dei sofferenti prega per noi
Speranza degli Infermi prega per noi
Patrono dei moribondi prega per noi
Terrore dei demoni prega per noi
Protettore della S. Chiesa prega per noi

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo,
perdonaci, o Signore
Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo,
esaudiscici, o Signore
Agnello dì Dio, che togli i peccati del mondo,
abbi pietà di noi

CHIUSURA DEL SACRO MANTO.

O Glorioso San Giuseppe, che da Dio sei stato posto a capo e custode della più santa tra le famiglie, degnati di essermi dal cielo custode dell’anima mia, che domanda di essere ricevuta sotto il manto dei tuo patrocinio. lo fin da questo momento, ti eleggo a padre, a protettore, a guida, e pongo sotto la tua speciale custodia l’anima mia, il mio corpo, quanto ho e quanto sono, la mia vita e la mia morte. Guardami come tuo figlio; difendimi da tutti i miei nemici visibili ed invisibili; assistimi in tutte le necessità: consolami in tutte le amarezze della vita, ma specialmente nelle agonie della morte. Rivolgi una parola per me a quell’amabile Redentore, che Bambino portasti sulle tue braccia, a quella Vergine gloriosa, di cui fosti dilettissimo sposo. Impetrami quelle benedizioni che tu vedi essere utili al mio vero bene, alla mia eterna salvezza e io farò di tutto per non rendermi indegno dei tuo speciale patrocinio. Amen. 

– FINE DEL SACRO MANTO –

(ripetere tutte le preghiere della pagina per 30 giorni)

 

 

 

 

Recensione a “The story of God”

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The story of God è una serie documentario che si può rinvenire su Netflix che affronta varie questioni centrali della fede: l’eletto (la figura religiosa che da inizio ad una religione), il paradiso e l’inferno, la prova dell’esistenza di Dio, il potere dei miracoli ed altri temi importanti. L’approccio è multireligioso e multietnico, vi è una panoramica di come questi temi vengono raccontati e vissuti dalle varie religioni. L’idea di affrontare queste tematiche è ottima, ma il modo in cui il documentario le tratta è troppo dispersivo, passa da una religione ad un’altra nel giro di 5-6 minuti. L’intento è ambizioso, il risultato è piuttosto superficiale. Di positivo vi sono le molte interviste, ai fedeli delle varie religioni. Ma anche queste interviste non sono approfondite, ci sono spezzoni di pochi minuti in cui si finisce per annunciare delle banalità. Ad esempio nel capitolo sul paradiso e l’inferno, la conclusione è che il paradiso è amore, per qualsiasi credo religioso. Non si possono trattare temi così importanti, farti venire l’acquolina in bocca nel desiderio di conoscere, indagare, e poi confezionare delle banalità. L’approccio multireligioso è relativista, se tutto è vero, niente è vero. Se in ogni religione vi sono delle verità allora cade il fondamento della fede. Perchè credere in qualcosa, quando si può credere in tutto? Credere in tutto significa non credere a niente. Affermare che ogni religione è vera,significa affermare che nessuna è vera. Ci basti ricordare il primo comandamento: “Io sono il Signore Dio tuo, non avrai altro Dio all’infuori di me”. E “astenetevi al sacrificare agli idoli”. Gesù che ci dice.” Io sono la Via, la Verità e la Vita”.

Ora, un documentario deve intrattenere non enunciare verità assolute, e questa serie Netflix si guarda con piacere quindi la sua funzione di entertainment è raggiunta. In generale il giudizio è positivo, vengono raccontate curiosità delle varie religioni che possono suscitare interesse. Dal punto di vista del giudizio di valore, il taglio è troppo relativistico ed il livello superficiale.

Il mio desiderio sarebbe un ciclo di catechesi su questi temi, magari gestito ed approvato dalla CEI. Su Internet si possono trovare molti canali di catechesi, creati da parroci, ma qualcosa di ben strutturato e studiato per attrarre e allo stesso tempo evangelizzare non c’è.

La voce di Dio e la voce del demonio

 

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Per questo articolo prendo spunto dal Regina Coeli del 3 maggio 2020 di Papa Francesco. In questa riflessione Papa Francesco tira fuori quelle che sono due grandi tematiche filosofiche: il bene ed il male che sentiamo dentro di noi.

“La voce di Dio non obbliga mai: Dio si propone, non si impone. Invece la voce cattiva seduce, assale, costringe: suscita illusioni abbaglianti, emozioni allettanti, ma passeggere. All’inizio blandisce e ci fa credere che siamo onnipotenti, ma poi ci lascia col vuoto dentro e ci accusa: “Tu non vali niente”. La voce di Dio, invece, ci corregge, con tanta pazienza, ma sempre ci incoraggia, ci consola: sempre alimenta la speranza.  La voce di Dio è una voce che ha un orizzonte, invece la voce del cattivo ti porta a un muro, ti porta all’angolo.”

Quando siamo depressi prevale la voce del male: ci dice che non valiamo niente, ci mette al muro, ci fa vedere che non ci sono vie d’uscita, alternative. Ci fa provare disperazione.

La voce di Dio, invece, ci da la forza di agire, di cominciare a fare piccoli passi per cambiare le cose, ci proietta in un orizzonte di speranza. E’ la voce che muove la voglia di reagire, di aprirci verso la vita e di gioire.

La voce del maligno ci terrorizza rispetto al futuro, ce lo fa presagire come denso di minacce e spaventoso, suscitandoci ansia e preoccupazione. Ci fa riaffiorare i ricordi brutti del passato, chiudendoci nel rancore rispetto a chi ci ha fatto soffrire. Ci fa rimuginare su quanto è andato male e sulla sofferenza che abbiamo provato.

“Invece la voce di Dio parla al presente: “Ora puoi fare del bene, ora puoi esercitare la creatività dell’amore, ora puoi rinunciare ai rimpianti e ai rimorsi che tengono prigioniero il tuo cuore”. Ci anima, ci porta avanti, ma parla al presente, ora.”

Vivere nel presente. E’ quanto anche la psicologia ci consiglia. Non soffrire per il passato, non preoccuparci per il futuro, ma vivere il presente. Essere presenti al momento attuale, concentrarci sull’oggi, su quello che facciamo momento per momento. Il passato non si può cambiare, il futuro non lo conosciamo, possiamo solo intervenire sul presente.

Ancora: la voce di Dio suscita in noi la domanda: “Che cosa mi fa bene?”, mentre quella del tentatore ci fa chiedere a noi stessi: “Che cosa mi va di fare?”. E Papa Francesco prosegue:

“la voce cattiva ruota sempre attorno all’io, alle sue pulsioni, ai suoi bisogni, al tutto e subito. E’ come i capricci dei bambini: tutto e adesso. La voce di Dio, invece, non promette mai la gioia a basso prezzo: ci invita ad andare oltre il nostro io per trovare il vero bene, la pace.”

Bisogna superare la dinamica del soddisfacimento immediato dei desideri, una vita sregolata non conduce da nessuna parte. Bisogna disciplinare il nostro ego infantile che vuole tutto e subito. Il capriccio non darà mai gioia, soddisfattolo, subito si vorrà qualcos’altro.

Spesso la voce del demonio prevale, ma se noi sappiamo riconoscerla, sappiamo evitarla. Ogni qualvolta sentiamo tutte questa negatività risuonarci nella testa, ricordiamo le parole di saggezza del Papa e riconnettiamoci invece con ciò che ci fa stare bene, con la voce di Dio. Spesso identifichiamo la cristianità con il sacrificio e la contrizione, ma come possiamo evincere da questi consigli del Papa, invece la religione porta alla gioia ed al benessere. Ci centra su ciò che ci fa stare bene. Quindi riflettiamo su queste parole: vivere il presente, pensare che noi valiamo, (tu sei abbastanza), cercare il vero bene, non la gioia momentanea che si esaurisce in un lampo. Avere un orizzonte di speranza. Seguiamo le parole di luce, non facciamoci rinchiudere nell’oscurità.

Terzo comandamento: Ricordati di santificare le feste (Messa sì, Messa no.)

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Parto dall’analisi di alcune Scritture che ci parlano di questo Comandamento. Poi ci sarà una breve riflessione sul dibattito odierno: “Messa si, Messa no”. E sulle posizioni del Governo e della CEI.

Iniziamo dalla Genesi 40: Giuseppe interpreta i sogni.

In questo brano vi sono tre elementi: il vino, il pane, i tre giorni. Nell’Antico Testamento vi sono molti riferimenti a quella che sarà la venuta di Cristo.

Questi tre elementi sono elementi della Santa Messa: il vino che diventa il sangue di Gesù, il pane che tramite la transustanziazione diventa il corpo di Gesù. I tre giorni sono i tre giorni entro i quali vi è la Resurrezione di Gesù che avviene di  Domenica.

Salmo 66 (65) Tutto

“Voglio entrare nella tua casa con olocausti, per te voglio adempiere le mie promesse”

“Venite e ascoltate voi tutti che temete Dio, voglio narrarvi ciò che Egli ha fatto per l’anima mia”

Entrare nella Casa di Dio significa andare in Chiesa, per quanto riguarda gli olocausti modernamente sono le offerte che presentiamo nel Memoriale del Sacrificio di Cristo.

Ascoltare la Parola di Dio.

Le parti della Messa: l’ascolto della Parola di Dio, il Sacrificio liturgico, l’Eucarestia, la Benedizione finale. Santificare le feste significa andare a Messa.

Prima lettera ai Tessalonicesi (conclusione)

In questo brano vi è la benedizione finale che si ha alla fine di ogni Messa.

“Egli stesso, il Dio della pace, vi santifichi totalmente” “La Grazia del Signore nostro Gesù Cristo sia con voi”.

Inoltre vi è nel versetto 26 la scambio della Pace “Salutate tutti i fratelli con un bacio santo”, modernamente è “Scambiatevi un segno di Pace”.

Geremia 7,30

“Hanno collocato le loro abominazioni nel tempio, nel quale è stato invocato il Mio Nome, contaminandoLo”.

Santificare le feste significa andare a Messa in modo santo. Non distrarsi, non spettegolare, non pronunciare parole malvagie e volgari in chiesa. La chiesa è un luogo santo, chi parla male in chiesa contamina questo luogo. Santificare le feste significa predisporci ad incontrare Dio, ascoltando con attenzione la Sua Parola e preparandoci con raccoglimento, in silenzio ed in silenziosa e fervente preghiera a riceverLo nell’Eucarestia.

Andare in chiesa per altri motivi è peccato ed è una violazione del Terzo Comandamento.

Lettera ai Romani 15,26-27

La colletta per i poveri e per il sostentamento della Chiesa è parte della Messa e tutti dobbiamo contribuire, secondo le nostre possibilità.

16, 17-18 Ma dobbiamo anche stare attenti a chi ha fama di cupidigia, non dobbiamo farci ingannare. Vi sono persone consacrate che disseminano discordia e che non sono in buona fede, dobbiamo guardarci dall’ascoltarli. Una cosa è pensare ai poveri ed alle necessità della parrocchia, o del vescovado, una cosa è cercare di arricchirsi.

Isaia 45, 20; 22

Radunarsi nel nome del Signore.

La preghiera collettiva è molto importante. Per santificare le feste bisogna pregare insieme. Quindi andare a Messa. “Volgetevi a me e sarete salvi”. Bisogna pregare per la nostra salvezza. Santificare le feste significa pregare e farlo collettivamente, come Dio ci ha insegnato.

Prima lettera ai Corinzi 11, 1-16

“Il velo delle donne nelle assemblee”. Significa, volendolo interpretare in un senso più ampio che le donne hanno il dovere di vestirsi decorosamente quando entrano in chiesa.

La funzione non deve essere disturbata dalla visione di una donna, giovane o meno giovane che sia, che non conosce il pudore.

Ma anche gli uomini devono essere decorosi e non presentarsi ad esempio in canottiera e calzoni poco appropriati. Dobbiamo esprimere anche con l’abbigliamento il rispetto ed il Timor di Dio.

Numeri 28 (1-2)

Presentarsi al tempio nei tempi stabiliti e portare un sacrificio. E’ l’essenza del comandamento “Ricordati di santificare le feste”.

Il sacrificio che offriamo è il sacrificio liturgico, quello che ci ha insegnato Gesù nell’Ultima Cena. E’ il memoriale del Sacrificio di Gesù sulla Croce per la nostra salvezza ed è il momento della “Transustanziazione”, cioè il momento in cui l’Ostia consacrata diventa Gesù che viene a vivere dentro di noi.

Questo comandamento, come tutti i comandamenti, ci è stato dato per il nostro bene. Partecipare alla Messa ci fa entrare in Comunione con Dio e con i fratelli. Ricevere Gesù ci da forza e amore per affrontare la vita ed i dispiaceri quotidiani.

Santificare le feste è anche riposare. Un giorno alla settimane bisogna riposare, già dalla Genesi il Signore nostro Dio ce lo indica: “Il Settimo Giorno di riposò”. Dio ci ama per questo ci da i Suoi Comandamenti: per aiutarci a vivere bene.

Andare a Messa e riposarsi la Domenica ed in tutte le feste di precetto ci fa bene.

Inoltre se ci allontaniamo dalla Chiesa non frequentando più la Messa domenicale è molto probabile che ci allontaneremo dalla fede in Dio. Siamo creature fragili e abbiamo bisogno della forza che ci da la Messa domenicale per mantenerci sulla retta via.

Considerando queste Scritture e tutti questi elementi, entriamo nel dibattito odierno. La Cei è in disaccordo con il DPCM del Governo italiano che vieta la celebrazione di Messe eucaristiche, in quanto ci sarebbero assembramenti di persone e possibile diffusione del Covid 19. “I Vescovi italiani non possono accettare di veder compromesso l’esercizio delle libertà di culto. Dovrebbe essere chiaro a tutti che l’impegno al servizio versoi poveri, così significativo in questa emergenza, nasce da una fede che deve potersi nutrire alle sue sorgenti, in particolare la vita sacramentale.” Per limitare i rischi di contagio si potrebbero tenere celebrazioni con meno persone e rispettando un metro di distanza, questo è stato proposto, ma come decidere chi può partecipare alle celebrazioni e chi no? La Fede è di tutti, Dio è per tutti, non si può rischiare di creare discriminazioni. I Vescovi ci dicono che la libertà di culto deve essere tutelata ma come si pronuncia Papa Francesco? Queste sono sue parole nella Messa di oggi, martedì 28 aprile, a Santa Marta: “In questo tempo, nel quale si incomincia ad avere disposizioni per uscire dalla quarantena, preghiamo il Signore perché dia al suo popolo, a tutti noi, la grazia della prudenza e della obbedienza alle disposizioni, perché la pandemia non torni.” 

Il Santo Padre ci invita ad essere obbedienti verso le disposizioni del Governo, affinchè la pandemia non ritorni. Ci sono state migliaia di vittime di questo virus e ci troviamo a gestire situazioni molto critiche, tra la scarsità dei posti in terapia intensiva e nuova povertà derivata dal forzato cessare di alcune attività lavorative ed economiche. La nostra guida è il Papa, egli ha lo Spirito Santo e quindi l’infallibilità. Dobbiamo seguire quello che Egli ci dice, è il dogma del cattolicesimo.

Certo è che ci mancano le nostre parrocchie, le nostre comunità, lo studio della Bibbia. Ci manca soprattutto l’incontro con Gesù sacramentato, in ogni Messa Gesù rompe le regole dello spazio e del tempo per essere con noi nell’Eucarestia.

Ma questa situazione è transitoria, bisogna, a mio avviso, sopportare questo sacrificio ed andare avanti così fino a quando il rischio contagio non sia ridotto al minimo.

Questo non significa sminuire l’importanza del Sacrificio eucaristico che rimane il centro della vita dello Spirito cristiana.

La donna nell’ideale cristiano

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Sono un’appassionata fruitrice di blog cristiani, pagine cristiane su Instagram e youtubers cristiani. Molti degli scrittori e videomakers che seguo sono donne. Mi sono concentrata sul ruolo della donna nella famiglia che propongono. Una donna sorridente, (e va bene), una donna curata (non sempre è possibile esserlo), una donna che non si lamenta mai (è impossibile), una donna che si sobbarca tutte le incombenze domestiche (non è giusto). Frequentando anche gruppi cattolici questo è il messaggio che passa: la donna deve essere sempre bella, fare mille cose (lavorare ed occuparsi della famiglia e della casa) e non lamentarsi mai. Questo messaggio è utopico e sbagliato. La donna ha diritto all’ozio, esattamente come l’uomo. Ha diritto a delegare, ha diritto a non essere perfetta. Occuparsi della casa forse è divertente? E’ quanto di più noioso e ripetitivo ci sia. Accudire gli altri, anche se lo si fa con amore, è sicuramente faticoso e snervante. Se c’è una famiglia, se c’è una coppia, è giusto che si sia coppia e squadra sempre. La famiglia tradizionale, per come ce la vendono, è un modello piuttosto infelice di donne costantemente sotto pressione e, quindi, sofferenti. E’ impossibile che vivano questa situazione profondamente ingiusta come ideale. E’ un subire ed un adattarsi. Che mina anche l’amore nella coppia. Ed inoltre, come gestire una giornata così faticosa? Dov’è il diritto al riposo? Il diritto alla socialità? Questo crea nuclei famigliari profondamente tristi ed infelici. A mio avviso, nella gestione della casa, tutti devono collaborare, dal marito ai figli che devono essere responsabilizzati fin da piccoli. Piccoli compiti ognuno, meno stress per la madre. E’ sacrosanto che una donna di famiglia abbia il tempo per la palestra, per un caffè con le amiche, semplicemente per stare sul divano a riposarsi. Anni di lotte per i diritti e siamo ancora qui. All’immagine della donna che fatica e sorride, ma dov’è il senso di questa persecuzione? Anche Gesù, nel Vangelo, ci parla di Marta e Maria. Marta laboriosa rimprovera la sorella che è seduta ai piedi di Gesù ad ascoltarlo senza collaborare alle faccende. Ebbene Gesù difende Maria, “Marta, Marta, tu ti preoccupi e ti agiti per molte cose, ma una sola è la cosa di cui c’è bisogno. Maria si è scelta la parte migliore, che non le sarà tolta”. Cioè l’ascolto della Parola. Come leggere il Vangelo ed ascoltare la Parola se non abbiamo il tempo per respirare? La contemplazione nasce dalla tranquillità e dal silenzio. Se non si ha tempo per contemplare e meditare la Parola di Dio come si avrà la crescita interiore? Gesù ce lo dice, “fermatevi ed ascoltatemi”. Basta con questo correre, con questo agitarsi, con questo ideale di laboriosità femminile irrealistico ed ingiusto. Ascoltiamo Gesù. Fermiamoci e respiriamo.

La settimana santa

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Come vivere la settimana santa in questo periodo di pandemia e di distanziamento sociale in cui molte celebrazioni non avranno luogo? Non lasciamoci prendere dalla tristezza! Fortunatamente siamo nel 2020 ed abbiamo la tecnologia! Abbiamo mille dirette Facebook di celebrazioni! A me, personalmente, ne arrivano quattro! Una, che vi consiglio di seguire, è l’Associazione Nazionale Papaboys, che manda la diretta della Messa del Papa. Poi, io seguo varie pagine di parrocchie locali che fanno la diretta delle loro celebrazioni. La vecchia, antica, amica Tv anche ci aiuta: vi è la Messa alle 07.00 del Santo Padre su Raiuno. Vi consiglio inoltre di seguire Telepace e Vatican Media, la Tv ufficiale del Vaticano. Vi sono Messe, Rosari e catechesi in diretta. Approfittiamo del fatto che abbiamo più tempo libero e leggiamo, su Internet vi sono innumerevoli christian blog, anche su wordpress. Abbiamo molto più tempo, approfittiamone! Questo è il momento giusto per approfondire le tematiche di fede, comodamente sui nostri smartphone. Su Youtube vi sono molti video di catechesi, canali cristiani, consigli per la vita cristiana di ogni giorno.  Inoltre ho scoperto da poco i Podcast, su Spotify ad esempio ve ne sono tantissimi e gratuiti. Ascoltare, ascoltare, ascoltare! Questo periodo può essere una benedizione per la nostra vita spirituale e per la nostra crescita interiore se sappiamo sfruttare quanto di bello ci può dare. Non avremo mai più tutto questo tempo per noi. Tazza di thè, tisana o cappuccino ed un bel podcast! Sdraiati sul divano con la luce del pomeriggio che filtra dalle finestre.

Vi consiglio di non perdere la Via Crucis del Papa, quest’anno ci saranno Meditazioni scritte dal carcere. Io vissi una Via Crucis bellissima a Roma, al Colosseo! Una Via Crucis di Papa Francesco con una folla immensa ma educata e silenziosa, famiglie, mamme con bambini tutti chiusi in un silenzio orante meraviglioso e commovente. Inoltre il Venerdì Santo è giornata di digiuno, con assunzione di sola acqua. Ovviamente non per chi ha problemi di salute e non può farlo. Ma se godiamo di buona salute perchè non dedicarci alla purificazione con una giornata di digiuno? Certo, sarà difficile a casa, con la noia ed il frigo vicino, ma più è difficile il sacrificio più vale! E Gesù apprezza!

Insomma, non arrendiamoci alla quarantena ma sconfiggiamo quel senso di noia, di pigrizia e depressione! Con la forza del pensiero positivo e, soprattutto, della fede!! In tutto vi è qualcosa di buono, basta solo scoprirlo! Un bacione e buona settimana santa a tutti!

Papa Francesco e la quarantena

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Molti ecclesiastici o semplici fedeli stanno vivendo questo momento di interruzione delle celebrazioni a causa rischio di contagio come un momento buio e si ribellano contro le autorità per avere interrotto le funzioni. Ma il Papa sta dando un grande messaggio di forza, le sue Messe quotidiane alle 07.00 da Santa Marta trasmesse su Raiuno e,  soprattutto, la benedizione Urbi et Orbi del 27 marzo in una Piazza San Pietro deserta che ha fatto parlare tutto il mondo, per la sua intensità e per l’ondata di commozione che ha suscitato, ci trasmettono la sua forza, la forza della cristianità, della fede, della bellezza. La Chiesa c’è ancora, il Papa c’è, ci accompagna. Non siamo soli, siamo uniti nella forza della preghiera. Il Papa, solo, nella piazza, che ci parla di fiducia in Dio, che non ci abbandonerà nella tempesta. Il Papa, che ci parla dell’importanza delle persone comuni, quelle che ci sono attorno, è commovente e consolante. Noi, spesso, pensiamo che solo le persone ricche e famose abbiano importanza, ma in realtà, nelle nostre vite, sono importanti le persone comuni che ci circondano e che noi non valorizziamo abbastanza. Il nostro medico, la cassiera del supermercato con cui chiacchieriamo ogni giorno; i nostri amici, i nostri colleghi, con cui dividiamo la pausa caffè, e che oggi ci mancano. La bellezza e l’importanza delle persone normali, di questo ci parla Papa Francesco il 27 marzo 2020. E’ il Papa della gente, della sofferenza ma anche della normalità. Questa quarantena ci fa riscoprire la bellezza della nostra vita, nel timore di perderla, ma anche nell’essere bloccati dal viverla normalmente. E con noi, in questa riscoperta, c’è il Papa della gente.